Su Le Monde diplomatique  – Il Manifesto la recensione di Senza permesso di Vincenzo Patella

Su Le Monde diplomatique – Il Manifesto la recensione di Senza permesso di Vincenzo Patella

«Lasciatemi partire in pace. quando tornerò risistemerò le cose come voi desiderate per me. Ma ora, ora… lasciatemi andare con il vostro sorriso».

Così inizia il nuovo romanzo onirico e visionario di Vincenzo Patella. Senza permesso, che conduce il lettore in un viaggio fantastico alla ricerca dei propri sogni, dei sentimenti e della loro umana e indispensabile autenticità.

E cosi, dopo aver compiuto una piccola rivoluzione domestica, dopo aver fronteggiato con determinazione le resistenze, a tratti subdole, della madre e dopo aver resistito con coraggio al senso di colpa e al silenzio in cui si era precipitato, portando a compimento la propria scelta Arthur, giovane neolaureato in giurisprudenza, protagonista del romanzo, inizia il proprio viaggio solitario con l’euforia e la paura di chi percepisce l’agognata libertà ora come urgenza e vertigine, ora come meta e conquista imprescindibile per dare senso all’intera esistenza.

Un racconto fantastico in cui convergono e si fondono tratti di realtà e tratti di sogno, un racconto di formazione in cui il lettore segue un processo d’emancipazione che procede per tappe e stazioni e che richiama necessariamente alla mente un capolavoro della letteratura italiana quale Conversione in Sicilia di Elio Vittorini per alcune evidenti analogie.

Infatti, anche in Senza permesso è centrale — benché non esclusivo — il tema del viaggio compiuto su strada ferrata, un viaggio allucinato che in entrambe le narrazioni presenta diverse chiavi di lettura e un tono sostanzialmente originale ed eccentrico, un viaggio che risulta essere un palese pretesto per introdurre, in entrambe le opere, attraverso i personaggi e le situazioni create dagli autori. idee e pensieri dell’autore.

II viaggio raccontato da Patella, esattamente come quello raccontato da Vittorini, un viaggio che conduce al recupero della propria identità, d’altronde sia Arthur che Silvestro, protagonista di Senza permesso il primo e di Conversazione in Sicilia il secondo incontrano durante il viaggio, dei personaggi da cui sono particolarmente colpiti, personaggi a cui è possibile attribuire una funzione simbolica, alla stregua di veri e propri vettori catartici. volani d’accelerazione di quella trasformazione e di quel cambiamento che si conclude, in entrambi i casi, con la riscoperta della propria capacità di amare. Una capacità che nasce dal desiderio di volare fuori dalla gabbia per cominciare a sentirsi. cioè per mettersi in ascolto di sé.

Infine, urge ricordare che Senza permesso di Vincenzo Patella è impreziosito dalle illustrazioni realizzate dall’artista Aurora De Luca, illustrazioni che restituiscono al lettore l’idea di un mondo sommerso e parallelo, nel quale la parola chiave è l’armonia.

Claudio Finelli
Tratto da Le monde diplomatique
(inserto de Il Manifesto del 18-05-2020)

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