Senza permesso

In offerta!

14,00 12,00


Quarta di copertina

La vita spesso ti lancia su un binario da cui è difficile prendere deviazioni. Occorre audacia per intraprendere strade diverse da quelle preordinate, per lasciarsi cogliere dall’inatteso e scegliere di correre verso i propri desideri. 

Senza permesso è la storia di un viaggio senza meta, un’avventura alla scoperta della bellezza, una corsa tenace alla conquista di un’amicizia speciale e di un amore inaspettato, figlio di un unico intenso sguardo. Una fuga che si trasforma nella ricerca del senso della vita. Un racconto capace di spingere ad afferrare ciò che ha un valore senza misura, cogliendolo e facendolo proprio, senza necessariamente chiederlo, senza ricevere alcun permesso, ma seguendo unicamente i propri desideri.

Il piano reale si mescola a quello fantastico e un diario, destinato a conservare la memoria di un bizzarro mongolfierista, sarà la bussola che guiderà i passi di Arthur e Martin, un giovane avvocato e un temerario guardastelle, compagni di viaggio per caso ma con l’obiettivo comune di scoprire se stessi dando spazio all’inatteso. E lungo il percorso, incontri eccentrici e surreali suggeriranno la necessità di aprirsi a nuove prospettive e accogliere l’idea di un amore puro, capace di generare felicità senza pretendere nulla in cambio. 

Lo stile etereo, onirico, sognante di Vincenzo Patella è accompagnato dalle delicatissime e leggiadre illustrazioni a pastelli e matita di Aurora De Luca.

 

Presto disponibile in eBook:

 

 

Acquista l’edizione cartacea:

Scheda tecnica

Anno di pubblicazione

Febbraio 2020

Numero di pagine

116

ISBN

9788831215121

Collana

Raccontami

Autore/ri

Aurora De Luca,

Vincenzo Patella

Collane

Raccontami

Recensioni

Recensioni

Non ci sono ancora recensioni.

Recensisci per primo “Senza permesso”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Citazione del testo

"La verità è che nel nostro intimo le cose vanno in genere in modo un po’ diverso da quello che riusciamo a far apparire. E io sento un’urgenza tremenda di riuscire a farti capire qualcosa, almeno qualcosa, del mio intimo. Le cose sono un po’ più complesse, dentro, di quanto le nostre schematiche e ridicole spiegazioni vogliano provare a farci capire. Le nostre spiegazioni (tipo: ha fatto quello, perché poteva ottenere quell’altro; ha mentito, perché non voleva offendere; ha bevuto, perché aveva sete; ha rubato, perché gli servivano i soldi; etc.), le nostre storie tutte piene di causa-effetto… ci fanno perdere di vista il fatto che siamo esseri stratificati, pieni di piccole crepe, grandi vuoti, interstizi e anche voragini; esseri instabili, precari, inquieti. Incessantemente alla ricerca… di “qualcosa di vero”. O almeno di “qualcosa” che ci sembri vero. Perché poi, penso, la più grande falsità è proprio quella di credere che ci possano essere delle grandi verità da scoprire. La verità è spesso molto banale, deludente, addirittura marginale, a volte. Le grandi verità, quelle, possono essere solo poetiche; bisogna sognarle, inventarle, coltivarle! Imparare ad averne cura. Soprattutto.
Qualcuno mi ha detto, o forse devo averlo letto da qualche parte, che il pensiero è la seconda cosa più bella del mondo. La prima in assoluto è la poesia. Il paradiso (e qui mi pare di sentire il nostro caro Giovanni) potrebbe realizzarsi nel riuscire a fare incontrare le due (o i due)."