Description
Avevo bisogno di partire, stavo affannando nel grigio incolore della periferia. Galleggiavo, mentre desideravo fare la morta a galla lasciandomi cullare dalle onde e dal sole con le orecchie che perdono il contatto con la realtà e affondano nel silenzio degli abissi. Affogavo, pur stando a riva. Dovevo muovermi, prendere il largo. Volevo risentire le urla dei miei sogni, dare di nuovo voce ai desideri.
Ancora una volta, la Francia mi restituiva la bellezza che la periferia non sempre custodiva, quasi mai preservava, quasi sempre demoliva.
Rimasi immobile col vento tra i capelli a guardare l’immensa distesa della baia. Socchiusi gli occhi concentrandomi solo sul garrito dei gabbiani, uno mi sfiorò i capelli e sobbalzai tra le risate dei bambini che correvano dappertutto tra i turisti. Ero immersa nella poesia, come se fluttuassi all’interno delle note musicali di una canzone che tocca le corde più nascoste dell’anima. Le emozioni erano talmente vere da far tremare le gambe. Ero viva, ero ancora viva.
Rassegna stampa
“Ninfee & Macaron è un romanzo di formazione che indaga con sensibilità il peso delle relazioni familiari sulle scelte individuali e sulla costruzione dell’identità. Voglio ricordare che la vita dà e toglie, e che per essere felici occorre investire su se stessi, imparare a volersi bene e amare senza lasciarsi sopraffare. Racconto tanto di me all’interno del romanzo, che è quindi basato su fatti reali, scegliendo di costruirci attorno una voce narrante. L’ispirazione nasce quindi dall’esigenza di raccontarmi, di spiegare in parte il mio percorso, parlare delle difficoltà che la vita ti riserva nel modo più inaspettato. Parliamo di resilienza”. NT Notizie Teatrali
“Mi piace pensare che le ninfee e i macaron che ricorrono nella narrazione, e che danno il titolo al romanzo, siano connotati da un aspetto simbolico, i primi facendosi metafora della fragilità e della forza umana, i secondi come immagine della capacità di restare a galla resistendo al peso del passato.
Mentre nelle prime due parti la prosa privilegia la chiarezza e la scorrevolezza rispetto alla ricerca di stratificazioni più complesse, la terza parte si fa più intensa, quasi come se la tragicità degli avvenimenti narrati desse vita a un nuovo linguaggio, più profondo, a tratti lirico, ma non lezioso. Per chi, come me, privilegia sempre lo stile alla trama, è la parte più riuscita, perché lascia intravedere margini di crescita nella costruzione della voce autoriale della scrittrice e nella gestione stilistica del linguaggio”. TheBookAdvisor
“È una storia di crescita emotiva, romanzo di formazione, in cui la voce di Michela, la protagonista, è limpida, confidenziale, apre il suo cuore al lettore, e di lei arriva tutto, come un fiume in piena… È un delicato narrare i sentimenti, un toccante lirismo dei tormenti di chi si affaccia alla vita e intraprende, tra inciampi e cadute, il suo cammino, e in più quel tocco brillante, disseminato qua e là, che il timbro napoletano infonde con una semplice intonazione”. Connessioni Letterarie
“Ma è davvero possibile liberarsi del tutto dai legami di sangue e dalle responsabilità che essi comportano? Quando circostanze dolorose la costringeranno a tornare a Napoli, Michela dovrà confrontarsi ancora una volta con il proprio passato.
Senza indulgere in facili soluzioni, Anacleria costruisce un romanzo capace di sorprendere, evitando gli esiti più prevedibili e interrogandosi sulla possibilità di trasformare il dolore in una rinascita. La scrittura di Valentina Anacleria è limpida, diretta e al tempo stesso delicata ed elegante, capace di sostenere efficacemente la dimensione emotiva della vicenda senza mai appesantirla. Ciò che colpisce maggiormente è la struttura narrativa che procede per forti contrasti, perché alterna momenti di apertura, libertà e leggerezza a improvvise fratture e cadute nel dolore. All’interno di questo impianto, la centralità di Michela è assoluta: la scelta della prima persona rafforza una prospettiva interamente filtrata dal suo sguardo e dalla sua esperienza che diventa il perno narrativo del romanzo. È stata una esperienza di lettura coinvolgente, l’autrice sa come farci entrare nei panni della voce narrante: Ninfee & Macaron èun libro piacevole, coi suoi momenti colorati e i suoi pugni nello stomaco non lascerà indifferente il lettore”. Critica Letteraria




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