Description
Esistono luoghi al mondo capaci di emanare un’energia molto speciale. Non so se si tratti di una suggestione ma è qualcosa che ho avvertito chiaramente dinanzi al Western Wall di Gerusalemme, ai piedi dello Stromboli con la sciara che scivolava lenta in mare, nella piazza Jemaa el Fna nel cuore della Medina di Marrakech tra acrobati e incantatori di serpenti. Il medesimo senso di pienezza lo avverto anche adesso mentre, slacciandomi le scarpe, mi appresto a entrare a Diourbel. […]
Passeggiamo svelti con il naso puntato in aria, circondati da uomini che riposano su delle stuoie. Una madre gioca con un bimbo che si diverte a gattonare sul marmo fresco. Mi giungono i canti dei fedeli in preghiera. Questa nenia di cui non comprendo le parole, i sorrisi di benvenuto delle persone che ci riconoscono come stranieri e visitatori ma non per questo diversi o nemici, raccontano un Islam distante anni luce da quello veicolato dai media europei.
File di uomini attendono il loro turno per le abluzioni, alle loro spalle un’area destinata alla preparazione del cibo. I fedeli possono fermarsi a mangiare qui se vogliono. È tutto gratuito. La famosa teranga, ospitalità senegalese, elevata all’ennesima potenza. Accoglienza, condivisione, sono anche i principi che animano l’annuale Gran Magal, quando all’incirca due milioni di muridi dal Senegal e dal resto del mondo si recano nella città fondata dal capostipite.




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